Il Grande Reset

Valerio Meuti

Valerio Meuti

Associato Area Commerciale

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Indice

Per Grande Reset si intende un cambiamento radicale nell’era post Covid 19, il tema è stato introdotto durante il World Economic Forum 2021, tenutosi come di consueto a Davos in Svizzera.

Le origini del Grande Reset

Il tema “Il Grande Reset” introdotto nel 2021 da Klaus Schwab fondatore del World Economic Forum nel 1971, e Thierry Malleret, parte dalla definizione utilizzata per la prima volta da Richard Florida nel suo libro “The Great Reset: How the Post-Crash Economy Will Change the Way We Live and Work”, pubblicato nel 2010 a seguito della crisi economica del 2008; nel libro si proponevano dei cambiamenti radicali che ristabilissero un equilibrio smantellato dal capitalismo neo-liberale, che ha influenzato il mondo negli ultimi decenni.

In cosa consiste

Klaus Schwab e Thierry Malleret partono dallo stesso concetto di Florida e lo applicano al mondo odierno.

Nel loro testo analizzano la crisi economica causata dal Covid-19 e sviluppano dei cambiamenti necessari per uscirne, si propongono dei modelli di gestione della società alternativi a quelli esistenti.

Il reset allude al sistema socio-economico che cerca un profitto a tutti i costi nel tempo più breve possibile, ciò ha causato conseguenze negative su molti fronti della nostra presenza sul pianeta. Le principali cause del fallimento del sistema vengono individuate nella produzione non necessaria, un sistema basato su azzardi e bolle artificiali, speculazione edilizia, finanziaria, sullo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali e l’ineguale ripartizione delle risorse.

Le varie crisi economiche che negli anni si sono succedute, con sempre maggior frequenza, sono state affrontate sempre con metodi adatti ad un passato che ormai non esiste più. La tesi che sostiene Florida, ripresa poi da Schwab e Malleret ci indica che bisogna adottare nuovi metodi per far ripartire l’economia.

La crisi odierna pare avere le caratteristiche necessarie per costringere i grandi potenti di riconsiderare metodi e strutture sociali dalle radici.

I mercati finanziari hanno perso fino al 40% del loro valore, si stima una perdita intorno agli 8.5 triliardi, a fronte di poche aziende che hanno beneficiato della crisi con guadagni esorbitanti.

Gli obiettivi del libro

Il testo si pone come obiettivo di fare di questa crisi un’opportunità per avviare un cambiamento di tendenza dei mercati, 3 sono le aree da cambiare radicalmente:

  1. Ripensamento dei principi dei mercati finanziari: si crede che l’attenzione debba essere spostata dagli Shareholders (azionisti) agli Stakeholders (coloro che sono interessati alle conseguenze delle scelte macroeconomiche) in una prospettiva di green economy e sviluppo sostenibile. Tale decisione deve partire dai vari governi che devono intervenire con una tassazione più equa per il commercio internazionale, regole per il rispetto ambientale più stringenti, rimozione dei sussidi per le industrie più inquinanti e ribilanciamento dei compensi e contratti di lavoro.
  2. Grandi investimenti dei governi sulla sostenibilità ambientale e sociale, privilegiando infrastrutture ecosostenibili e responsabilizzazione diretta da parte delle aziende sull’ambiente.
  3. Sfruttare la quarta rivoluzione industriale, mettendo le nuove tecnologie a servizio dell’interesse comune, migliorando la cooperazione tra università e centri di ricerca e condividendo scienza e tecnologia.

Opposizioni al Grande Reset

Forti opposizioni sono nate nei confronti del Grande Reset, in primis la resistenza che si potrebbe riscontrare nei “poteri forti” (coloro che in questo momento hanno molta influenza nell’economia).

La seconda opposizione sorge dall’aumentata dipendenza dei sistemi digitali, come il trasferimento di larga parte del patrimonio intellettuale umano su cloud e l’eliminazione del denaro in favore di transazioni digitali, quindi un totale controllo al privato degli individui.

La tutela ambientale e la razionalizzazione dello sfruttamento delle risorse sono punti chiave del Great Reset, anche se non tutti gli stati sono pronti a questo tipo di cambiamento, in quanto non tutti sono disposti a rinunciare a guadagni veloci con lo sfruttamento delle industrie inquinanti e distruttive, a maggior ragione gli stati in via di sviluppo.

Un altro tema fondamentale per la realizzazione del Great Reset è la diffusione del 5G, questo è uno degli elementi che trova maggior resistenza tra i critici del piano, il 5G sarà essenziale per il collegamento di robot, diffusione di trasporti pubblici e privati senza guidatore, edifici ad alta efficienza, sistemi di regolamento e distribuzione di energia, telemedicina, chirurgia a distanza, ciò che preoccupa molto è la sicurezza e sugli usi del sistema.

L’utilizzo sfrenato della tecnologia significa anche monitoraggio e dunque invasione della privacy, perciò si rendono necessari dei sistemi solidi per garantire che l’invasione della privacy non sia un’arma a doppio taglio sfruttabile come strumento politico e di profitto.

Tutto ciò implica lo spostamento dell’attenzione dagli interessi di pochi al benessere di tutti, il che sarà una strada molto ardua da percorrere.

Sul piano teorico il Great Reset proposto dal WEF è ben articolato, nella pratica c’è bisogno di una cooperazione a livello globale di tutti i paesi senza nessuna distinzione, strada che sembra quasi impossibile da percorrere al giorno d’oggi.

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